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Il potere economico

2020, l'anno nero del petrolio

Il prezzo sale dell'80% tra aprile e giugno ma il bilancio da inizio anno resta negativo. 

di Redazione |

I prezzi del petrolio tornano a correre e chiudono il trimestre aprile-giugno con un incremento addirittura dell’80 per cento, migliore performance dal terzo trimestre 1990 quando, durante la prima guerra del Golfo, il balzo era stato 142 per cento.

Tuttavia, nonostante questi straordinari guadagni, sia i future sul Brent che quelli sul WTI sono ancora in calo di oltre il 34 per cento dall’inizio dell’anno.

A determinare la risalita delle quotazioni hanno contribuito diversi fattori tra cui il calo delle scorte Usa e i dati positivi arrivati dal settore manifatturiero. Le attese sono dunque per un recupero della domanda di greggio di pari passo con la ripresa dell’economia ma il ritorno alla normalità resta ancora lontano.

Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, Fatih Birol, ritiene che il 2020 rischia di passare alla storia come l’anno peggiore della storia dei mercati petroliferi globali, con aprile probabilmente il mese più negativo che l’industria abbia mai visto.

Nel secondo trimestre, secondo i dati dell’agenzia internazionale dell’energia, la domanda di greggio è stata di 17,8 milioni di barili al giorno più bassa rispetto allo stesso periodo di un anno fa, un dato leggermente migliore delle attese ma che non cambia la situazione: il 2020 sarà l’anno con la maggiore caduta di domanda di petrolio maggiore della storia.

Per gli analisti i prossimi mesi saranno altamente volatili. Le incognite sull’evoluzione della pandemia, unite alle elezioni presidenziali negli Usa e alla Brexit da portare a termine contribuiscono a delineare un quadro molto incerto sulla domanda e sui prezzi del petrolio.

BP e Shell hanno entrambe abbassato le stime sui prezzi del greggio nel medio lungo periodo fino al 2050. E per questo hanno deciso di fare importanti accantonamenti prudenziali e svalutazioni di bilancio per adeguarsi alle nuove previsioni, ben poco rassicuranti.