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Il potere economico

Vola la produzione ma è solo un'illusione

Il rimbalzo di maggio non deve trarre in inganno. 

di REDAZIONE |

Le cifre a volte possono trarre in inganno. Dietro ai dati fortemente positivi della produzione industriale italiana, salita a maggio del 42 per cento rispetto al mese precedente secondo i dati dell’Istat, e di quelli dell’export, volato in alto del 35 per cento, non si nasconde nessun boom economico. “Tutt’altro. La domanda interna – spiega l’ufficio studi di Confindustria – è ancora molto debole, frenata da incertezza e perdita di potere d’acquisto per milioni di famiglie. Quella estera è depressa, specie a causa della diversa tempistica - rispetto all’Italia - con la quale si sta diffondendo il Covid-19 presso molti paesi nostri partner commerciali, che costringe vari governi a imporre misure di lockdown per frenare i contagi”.

Come spiegare allora queste enormi variazioni positive? La spiegazione è prima di tutto aritmetica. Questi indicatori avevano raggiunto valori bassissimi in aprile, in corrispondenza del punto di minimo della crisi economica. Tra fine marzo e inizio maggio, infatti, oltre il 40 per cento delle imprese ha dovuto sospendere l’attività facendo di conseguenza crollare la produzione industriale (-28,4 per cento in marzo e -20,5 per cento in aprile, a fronte di un calo altrettanto sostenuto delle esportazioni, scese del 16,3 per cento in marzo e del 35,4 per cento in aprile).

“A fronte di valori così bassi, anche piccoli incrementi (in termini assoluti) dell’attività si riflettono in forti aumenti percentuali. Per questa ragione in maggio l’aumento dell’attività in seguito alle riaperture nell’industria e nei servizi con la fine del lockdown ha avuto un impatto apparentemente molto forte”, spiega Confindustria.

Proprio per questa ragione, sulla base di queste considerazioni, l’ufficio studi dell’associazione degli industriali consiglia di guardare alle variazioni tendenziali, ovvero quelle rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Da questo diverso punto di osservazione, nonostante il rimbalzo di maggio, produzione e export risultano ancora inferiori di quasi un quarto di punto – per la precisione del 20,3 per cento e del 24,9 per cento – rispetto a un anno prima.

“Questi numeri forniscono la corretta misura della condizione in cui oggi ancora versa l’economia italiana. Benché i dati più recenti siano incoraggianti, vanno interpretati con prudenza. Siamo nel pieno della più profonda crisi economica dal dopoguerra e la strada della risalita è molto lunga”, avvertono da Confindustria.