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Freccero, viale del tramonto

E' stato per tanti anni il re del palinsesto. Della televisione sapeva tutto. 

di Redazione |

Carlo Freccero non è né di destra né di sinistra o altrove. E’ quello che adesso non si usa più tanto: un situazionista.

Laureato in filosofia a Genova, in realtà fa una sola cosa: guarda la televisione, di giorno e di notte. Non esiste quasi nulla che lui non abbia visto. Poco a poco diventa il re dei palinsesti, nel senso che è l’unico capace di dirvi proiettando Ombre Rosse all'una di notte quanti ascoltati farà. Ma è anche uno dei pochi che sa che cosa bisogna mandare contro la Signora delle Camelie per vincere la gara degli ascolti.

La sua carriera, ovviamente, è quasi tutta berlusconiana. Anzi, è il figliolo prediletto del Cavaliere, proprio perché nessuno sa fare i palinsesti come lui e perché praticamente vive dentro la televisione. Al punto che quando Leonardo Mondadori fa un tentativo per rilanciare Rete 4, che era ancora di Segrate, chiede a Berlusconi come favore personale di prestargli Freccero per qualche mese. Freccero poi viene spedito dal Cavaliere anche a tentare l’avventura de La Cinq in Francia. Il ragazzo ligure fa miracoli ma La Cinq non decolla semplicemente perché i francesi non vogliono Berlusconi tra i piedi.

Quando Berlusconi scende in politica, Freccero capisce che è ora di separare il suo destino da quello di Berlusconi. Poiché è il re dei palinsesti, e anche molto simpatico nel suo essere un situazionista con l’aria sempre un po’ svagata, finisce a Rai 2, dove non fa neanche male e lancia personalità interessanti, da Gad Lerner a Luttazzi.

Ma la maledizione ligure, cioè l’amicizia con Grillo (che lascia indenne un altro genio della tv cioè Antonio Ricci di Striscia la Notizia) lo colpisce. Poco a poco diventa grillino e diventa uno dei bracci secolari del movimento. Prima lo mettono nel consiglio di amministrazione della Rai e poi gli danno una rete. La sensazione è che Freccero a questo punto abbia un po’ le batterie scariche e si limiti a mandare in onda quel po’ di cultura e di spettacolo che gira intorno ai 5stelle, che è effettivamente poca cosa.

Una volta, accanto ai palinsesti aveva anche grandi idee giornalistiche. Ma di nuovo ormai si tratta solo di polveri bagnate, costretto come è a servirsi degli scadenti personaggi che ruotano nell’orbita dei 5stelle. In sostanza, Freccero ha avuto un ruolo, e non piccolo, nel lancio della tv commerciale in Italia, ma di fatto è già un trapassato che sta lì a mandare in onda vecchie glorie e vecchi personaggi consunti.