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Persone

I matti di Basaglia

Prima ha aperto i cancelli dell'ospedale di Gorizia, poi ha fatto chiudere tutti gli altri manicomi.

di G.T. |

Quaranta anni fa i manicomi sono stati chiusi in Italia, tutti. Il merito va a un signore, prima filosofo e poi psichiatra, che si chiamava Franco Basaglia. Visto dal vero, e la cosa non suoni offensiva, aveva una bella faccia da matto e sembrava anche un po’ un matto. Invece, aveva viaggiato all’estero, aveva studiato tutto e aveva concluso che i manicomi erano una vergogna e una cosa inutile. E ‘passata alla storia la domenica pomeriggio in cui ha aperto i cancelli dell’ospedale di Gorizia (che dirigeva) e ha portato i suoi matti prendere il gelato in piazza.

Da quel pomeriggio si è capito, plasticamente, che i manicomi non avevano più senso. Gli ho parlato più volte. Non ha mai avuto un solo dubbio. I manicomi erano una vergogna e del tutto inutili. Andavano fatti sparire e basta.

Due le sue armi. Le medicine moderne e il “fare collettività” dentro i manicomi, finché sono esistiti. Ma la sua idea è sempre stata quella di chiuderli, luoghi di soprusi, di angherie, di trattamenti disumani.

Alla lunga, sono passati 40 anni, ha avuto ragione lui. I manicomi non ci sono più. La gente non viene legata ai letti o sottoposta a elettroshock, ma il mondo va avanti lo stesso.

Presi tutti da altre faccende, ci siamo quasi dimenticati di Franco Basaglia, un pioniere, un autentico genio della psichiatria. Il primo a capire che quelle strutture servivano più alla società, per isolare i malati e i diversi, che ai malati stessi.

Dopo i legacci e le fosse dei leoni, sono arrivate finalmente le cure.

Vale la storia dell’ospedale di Colorno, nella pianura  parmense. Quando l’assessore alla sanità, Mario Tomassini (un semplice operaio) lo visita, rimane inorridito: l’inciviltà totale a due passi dalla civiltà. Chiama Basaglia e lo prega di sbaraccare tutto entro il più breve tempo possibile. Lui, che è solo un operaio, capisce che Colorno non può convivere con quell’orrore.

Per Basaglia, forse, quella è forse la vittoria più bella. Un operaio ha capito quello che tanti soloni non avevano ancora capito.