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Buongiorno, Michelle

Forse si presenta alle presidenziali contro Trump con l'aiuto di due ex presidenti.

di Giuseppe Turani |

Secondo quasi tutti, la sola idea che Michelle Obama partecipi alla prossima corsa presidenziale americana è una follia. Lei stessa ha dichiarato in mille occasioni che non ci pensa proprio. Sta accadendo però una cosa che nemmeno lei aveva previsto. La sua biografia ha un successo travolgente e sta spingendo le donne di molti circoli democratici a convincere Michelle verso la candidatura.

Le affascina, ovviamente, l’idea che finalmente una signora (nel vero senso della parola) nera e harwardiana, possa conquistare la Casa Bianca.

Ma le affascina anche l’idea che sia una signora coi suoi tacchi a spillo, colta, uso di mondo, a cacciare Trump.

E’ noto l’orgoglioso slogan con il quale l’attuale presidente degli Stati Uniti, annunciò la sua inevitabile vittoria: "Potrei scendere sulla quinta strada e sparare ai passanti e mi voterebbero lo stesso". Quelli però erano i tempi in cui Trump aveva promesso agli americani una crescita del 5 per cento l’anno. Mai vista, però. E, molto probabilmente, la sua prima legislatura finirà con una recessione.

A quel punto se Michelle dovesse accettare di candidarsi contro di lui ,Trump si troverebbe a combattere contro i due più potenti clan politici democratici d’America: gli Obama di Cicago, cioè il grande Middle West americano, e i Clinton, il grande potere di Washington. Inoltre Hollywood darebbe fondo a tutte le sue risorse a favore dei democratici.

Non solo. L’attuale presidente degli Usa, si troverebbe di fronte tre dei più formidabili oratori americani. Michelle ha già dimostrato di saper vincere qualunque dibattito (oltre a ballare benissimo, insieme a Elen De Generes). Il secondo, Barak Obama, si è guadagnato una presidenza e resta uno dei più grandi parlatori americani, formatosi peraltro nella scuola politica di Cicago (notoriamente la più dura degli States). Infine c’è Bill Clinton, che è sempre Clinton, e che resta di gran lunga il presidente più amato degli ultimi vent’anni. La sua presidenza coincide infatti con la stagione più prospera dell’economia americana. Lui stesso, inoltre, se la salute lo regge, è a detta di chiunque il più grande oratore americano. Quindi Donald, che fino a qualche mese fa era sicuro di vincere il secondo mandato presidenziale, rischia di sprofondare di fonte all’assalto dei tre campioni democratici e, soprattutto, della recessione che si profila all’orizzonte e che non sa come contrastare. Rischiando di essere cacciato da una signora coi tacchi a spillo.