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Lo yogurt scaduto di Casaleggio

La piattaforma Rousseau è in gran parte fatta da informatica che non viene aggiornata ormai da 5 anni. 

di Giuseppe Turani |

Si apprende dai giornali che il convegno sul futuro della Casaleggio dedicato al padre fondatore, il compianto Gianroberto, comincia a essere un po’ disertato. La faccenda non stupisce. Le idee di Gianroberto sul futuro, riassunte nel video Gaia, erano tali che perfino il pur tollerante Franco Basaglia sarebbe stato favorevole a imporre qualche limitazione operativa al fondatore della Casaleggio (corrotti sistemati in gabbie sulla tangenziali delle grandi città).

Ma stanno venendo a galla anche altre storie poco edificanti. La più clamorosa riguarda la piattaforma Rosseau che è un pasticcio perché Gianroberto non è mai stato un informatico. Diciamo che trafficava nel settore, ma informatico no.

Si potrebbero qui raccontare centinaia di episodi sugli eroi che hanno cambiato l’informatica dall’onorevole ….. contessa Ada Lovelace, che ha insegnato come si programmavano i computer 100 anni prima che essi apparissero fisicamente, a Alan Turing, matematico omosessuale costretto al suicidio, con il premier laburista Gordon Brown che in una riunione solenne nel parlamento inglese gli chiede formalmente scusa a nome di tutta la nazione e la regina Elisabetta che gli concede la grazia postuma per qualunque supposto inventato reato, dietro richiesta dei cento maggiori scienziati mondiali).  

Queste sono tutte storie dove Gianroberto non compare perché non esiste, come non esiste nell’ultima storia che mi piace raccontare, probabilmente la più edificante di tutte.

Riguarda Tim Berners-Lee: uno scienziato inglese che lavorava al Cern di Ginevra e che insieme a un amico inventa e scrive tutto il world wide web. Una rivoluzione che ha portato internet davanti agli occhi di tutti.

Una volta finito il suo lavoro, Tim ha caricato l’intero programma sul server Apache del Cern di Ginevra, facendo circolare la voce: “c’è in rete il www, chi lo vuole se lo vada a prendere e lo adoperi. Da allora miliardi di utenti hanno usato il web. Tim Bernard-Lee non ha mai volito un soldo, zero. L’unica ricompensa è stata che la Regina Elisabetta lo ha nominato baronetto, e infatti oggi è Sir Tim Bernard-Lee e è ancora convinto di non aver sbagliato a cedere gratis il web al mondo intero.

Questa è parte della storia dell’informatica, dove mi piace ricordare anche quell’anonimo allievo del professor Maurizio Decina. Decina, per anni insegnante al Politecnico di Milano, a un certo punto riceve una richiesta dalla banca centrale svedese, che ritiene di avere problemi di sicurezza nei sui sistemi informatici e richiesre u icteevent del professore decina ha altri impegna e qmnada quindi un su allievo. I banchieri centrali svedesi vedono arrivare un giovanotto in felpa e scarpe da tennis. Lo fanno accomodare nella sala computer, gli offrono un caffè e poi gli dicono che tra dieci minuti arriveranno i nostri addetti alla sicurezza che le daranno i codici per entrare nel sistema e vedere cosa si può fare. Il ragazzo accenna un live sorriso e gli dice: “guardate che sono qui da dieci minuti ma sono già entrato nel vostro sistema di 5. Anzi, in questo momento sono io l’amministratore del sistema, mi sono appena nominato. In teoria, potrei licenziarvi tutti. Ma il prof Decina mi ha detto che mi boccia al prossimo esame se non mi comporto bene. Allora vi risolvo questi vostri problemi di sicurezza così tra mezz’ora me ne vado e torno a Milano a studiare”.

In tutte queste storie, Gianroberto non si trova mai e comincia a venire a galla la storia della piattaforma rousseau. La piattaforma rousseau è un’idea iniziale di alcuni nerd a 5 stelle ma Gianroberto si rende conto che non riusciranno mai a fare una vera piattaforma. Allora prende in mano il progetto, compra i pezzi mancanti da terze parti e mette insieme alla meglio la piattaforma. Apriamo una piccola parentesi. Per ricordare l’importanza di queste piattaforme basterà dire che Bezos inventa Amazon per le vendite online e grazie alla sua piattaforma diventa semplicemente l’uomo più ricco del mondo.

Ma quella di Gianroberto è una piccola azienda, non ha molti soldi e quindi si deve un po’ arrangiare. Il risultato è che le componenti della sua piattaforma che ha comprato in giro sono tutti scaduti già nel 2013 e le ditte che l’hanno messa sul mercato hanno già fatto sapere che non intendono aggiornarli e che non intendono occuparsene più.

La piattaforma rousseau è una specie di torta di yogurt fatta con yogurt scaduti già 5 anni fa. La Casaleggio non ha quindi né una storia, e nemmeno delle risorse per giocare un qualsiasi ruolo nel mondo dell’informatica. Tanto è vero che la piattaforma rousseau che dovrebbe essere il cuore della democrazia diretta italiana (30-40 milioni di votanti) si inabissa e si blocca quando a votare sono in 50.000. Non è un caso se i proprietari delle più grandi piattaforme che si trovano su internet sono anche i maggiori gruppi che su internet agiscono. Queste piattaforme richiedono centinaia, quando non migliaia di ingegneri e matematici. Sono quindi cose che si collocano a migliaia di chilometri di distanza dalle poche stanzette milanesi di via Visconti di Modrone della Casaleggio.