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Bloomberg in campo contro Trump

L'ex sindaco di New York è pronto a candidarsi alle presidenziali Usa del 2020. E' l'asso nella manica dei democratici. 

di Redazione |

Bloomberg for president. La notizia è quasi ufficiale. Il miliardario Micheal Bloomberg, ex sindaco di New York per ben tre mandati (dal 2002 al 2013) e fondatore dell’omonimo colosso dei media, ha deciso di partecipare alle presidenziali Usa del 2020 nelle fila dei Democratici. 

La stampa americana scrive che nelle prossime ore Bloomberg dovrebbe presentare i documenti in tempo utile per candidarsi nello stato dell’Alabama, primo passo, a quanto pare, per la campagna nazionale verso la conquista della Casa Bianca.

Settantasette anni, undicesimo uomo più ricco degli Stati Uniti con un patrimonio di oltre 50 miliardi di dollari, l’ex primo cittadino di New York è considerato da molti l’asso nella manica dei democratici per sconfiggere Trump.

Denaro, carisma e conoscenze non gli mancano e gli potrebbero rendere la vittoria più facile, se non proprio a portata di mano. Gli gioca contro l’età e il fatto di non essere un volto nuovo. I più cinici dicono anche che questo è l’ultimo treno per Bloomberg: o scende in campo adesso o rinuncia per sempre al sogno di guidare gli Stati Uniti.

Un sogno che ha accarezzato più volte negli ultimi anni, ma alla fine l’annuncio ufficiale della sua candidatura non è mai arrivato. In passato avrebbe corso per i repubblicani ma l’elezione di Trump e le politiche tutt’altro che moderate dell’attuale inquilino della Casa Bianca lo hanno spostato dalla parte dei democratici.

“Credo che potrei sconfiggere Trump nella corsa alle presidenziali ma guardo con attenzione alla difficoltà di vincere le primarie in un campo democratico così affollato”: sono le profetiche parole dello stesso Bloomberg da lui scritte in un lungo articolo lo scorso marzo in cui smentiva le voci di una sua presunta discensa in campo per le presidenziali.

I candidati dem alle primarie sono tanti ma - dicono in molti - nessuno di quelli oggi in campo potrebbe competere con Bloomberg. Tanto più che i grandi favoriti per la riconquista della Casa Bianca, Joe Biden e Bernie Sanders, sono in difficoltà e rischiano di essere tagliati fuori dalla competizione.

L’impeachment contro Trump si sta infatti rivelando un boomerang per i democratici. La procedura potrebbe risolversi in un nulla di fatto lasciando Trump alla guida degli Stati Uniti. In compenso ha messo in luce un comportamento più che discutibile dell’allora vice presidente Joe Biden, che avrebbe approfittato del suo ruolo alla Casa Bianca a fianco di Obama per favorire gli affari privati del figlio ricattando il governo ucraino.

Un fataccio che rischia di mettere Biden fuori gioco. Altri invece i motivi che stanno mettendo a rischio la vittoria di Sanders, 78 anni, recentemente colpito da un malore. L’occlusione di un’arteria e l’inserimento di due stent fanno temere per la sua salute. Tanto più che, se eletto, Sanders sarebbe il più anziano presidente degli Stati Uniti. 

L’attenzione si sposta dunque su Elizabeth Warren, ma anche in questo caso le probabilità di sfondare sono piuttosto strette. Alcune delle sue politiche estreme in materia di finanza sono poco gradite a Wall Street e anche ammesso che riesca a vincere le primarie, senza il sostegno della city newyorkese è molto difficile che riesca a sconfiggere Trump e arrivare alla Casa Bianca.

Bloomberg, invece, sarebbe il candidato perfetto. Gode di grande stima tra i democratici per via delle sue idee molto di sinistra su ambiente, famiglia e armi ma anche per aver messo a disposizione del partito centinaia di milioni negli ultimi anni. Gode di altrettanta stima tra l’elettorato repubblicano a cui piacciono le sue idee in campo finanziario che lo hanno spinto perfino a criticare apertamente la rforma sanitaria che vorrebbe imporre la Warren.